giovedì 31 maggio 2007

X tutti quelli che dicono anzianotti...

Più giovani alla laurea, ma senza fretta "Abbiamo voglia di studiare ancora"

SIENA - Ci si laurea d'estate per iscriversi di nuovo in autunno. Si esce e si rientra dalle aule senza lasciarle mai per davvero. I laureati delle ultime generazioni sembrano riscoprire la voglia di studiare e non avere la fretta di anticipare i tempi come succedeva ai loro fratelli e sorelle maggiori. L'università sembra un porto dove è molto semplice approdare in grande numero, ma da dove non si sa, non si può o non si vuole salpare per davvero. Con la situazione quasi paradossale che mentre ci si laurea in un sempre minor numero di anni, la "linea d'ombra", quel confine che separa i giorni della gioventù da quelli della maturità, non fa che spostarsi, non solo a causa dell'università, sempre più avanti.

Voglia di studiare. Prima di portare a compimento la tesi, l'83 per cento dei laureati di primo livello si dice intenzionato a proseguire gli studi. Di fatto poi la scelta di iscriversi di nuovo la fa una quota ancora maggiore (l'84,3%). A colpire sono le ragioni. Quasi sette su dieci di loro (il 66 per cento) lo fanno perché vogliono completare o arricchire la formazione. Sono più gli uomini (il 68,6 per cento) che le donne (il 64,3 per cento). Un terzo invece compie questo passo come scelta obbligata per accedere al mercato del lavoro. Questa quota pone di nuovo l'interrogativo se l'offerta formativa del corso di primo livello sia adeguata alle richieste del mercato del lavoro. Solo il 2,4 per cento prosegue invece gli studi perché ha difficoltà ad inserirsi sul mercato del lavoro.

Hanno intenzione di rimanere a studiare anche una buona parte di laureati specialistici (43%). Il dato elevato, secondo gli autori dell'indagine, è in parte spiegabile anche con il fatto che il campione esaminato coinvolge i laureati "più veloci" e quindi verosimilmente molto bravi.

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